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Per
provare un nuovo ingrediente, gli animali sono costretti ad inalare per
sei ore al giorno del talco o a respirare per quattro ore di seguito un
decolorante per capelli o ingoiare un dentifricio.
Gli occhi sono irradiati con raggi ultravioletti o vi viene iniettato
del collirio; i conigli sono fra i più utilizzati poichè non lacrimano
e devono subire gli effetti devastanti senza alcuna possibilità di reazione
naturale per espellere la sostanza. Tutto questo, fino alla distruzione
del bulbo oculare.
E poi test di tossicita' acuta e cronica, di assorbimento cutaneo, teratogenicita',
cancerogenita'.
Eppure sono piu' di 8000 gli ingredienti già disponibili per le aziende...
TEST
COSMETICI SUGLI ANIMALI: ACCORDO TRA CONSIGLIO UE E PARLAMENTO PROLUNGA
INUTILI TORTURE FINO AD ALTRI 10 ANNI. LA LAV: “E’ UNA TRUFFA GIOCATA
SULLA PELLE DEGLI ANIMALI”.
Lacche
e deodoranti spruzzati negli occhi di un coniglio per osservarne la graduale
ustione. O ancora, rossetti e creme idratanti utilizzati per cibare a
forza un gruppo di animali allo scopo di testare la tossicità dei cosmetici.
Queste ed altre torture potranno continuare ancora per dieci anni ed altre
deroghe ad hoc saranno possibili in base all'accordo di conciliazione
fra il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea e l'Europarlamento,
dopo due voti contrari di entrambe le Istituzioni sulla proposta di settimo
emendamento alla Direttiva-base sui cosmetici del 1976.
La
presidenza danese di turno dell'Unione Europea ha parlato di "grande vittoria
per il benessere degli animali" millantando un risultato che, leggendo
l'accordo raggiunto, non si riesce a trovare poiché nulla o pochissimo
cambierà per le migliaia di animali uccisi ogni anno dalle industrie chimiche
e cosmetiche.Tutto
nasce dalla direttiva numero 35 del 1993 che fissava il divieto di commercializzazione
per i prodotti contenenti ingredienti sperimentati su animali dopo il
1° gennaio 1998, divieto però contraddetto e puntualmente posticipato
tre volte a fronte del non riconoscimento di test alternativi - ampiamente
praticati da istituzioni pubbliche ed industrie private, ma con minori
interessi economici ed interessi commerciali - prima al 30 giugno 2000
e poi al 30 giugno 2002.Così
si è arrivati ad una proposta della Commissione Europea che cancellava
il divieto di commercializzazione introducendo un divieto immediato di
sperimentazione del prodotto finito (già non obbligatoria) e dal 2005
per tutti gli ingredienti. Il Parlamento Europeo nell'aprile 2001 controbatteva
con una proposta più garantista nei confronti degli animali e della tutela
della salute mentre il Consiglio dei Ministri, con anche l'Italia favorevole,
nel febbraio 2002 rigettava questa ipotesi.
Si è giunti quindi all'ultima
fase del confronto che ha partorito la proposta finale che sarà ratificata
nei prossimi due mesi nella dovuta "terza lettura" del provvedimento:
- Bando
di vendita: entro sei anni dall'adozione del testo della nuova Direttiva
UE, nessun nuovo prodotto o sostanza cosmetica sperimentata su animali
potrà essere venduta se esistono già metodi validati. Questa scadenza
potrà essere estesa fino a dieci anni in caso di mancanza di test alternativi.
Di fatto, appena ogni nuova tecnica verrà riconosciuta valida diventerà obbligatoria, anche se fra pubblicazione sulla Gazzetta europea e Gazzette
nazionali possono passare anche dodici mesi, come successo per tre test
riconosciuti recentemente.
- Bando
dei test: divieto dei test su animali a fini cosmetici entro sei anni
dall'adozione della nuova Direttiva UE con eccezione per tre test di
tossicità (tossicocinetica, tossicità riproduttiva, dose ripetuta di
tossicità) che potranno essere consentiti per altri successivi quattro
anni. Anche questa volta, però, la Commissione Europea potrà posticipare
tali date se riterrà non validi i passi in avanti compiuti dalle tecniche
alternative, e questo in accordo anche con i Paesi dell'Ocse, l'Organizzazione
per la cooperazione e lo sviluppo in Europa.
- Rimane
aperta la questione delle possibilità di etichettatura e di uso di diciture
e marchi sui cosmetici che sarà discussa la prossima settimana dalle
delegazioni istituzionali.
"Un
passo in avanti per l'immagine e quattro indietro per i contenuti: l'accordo
di Bruxelles sui test cosmetici è una truffa perpetrata sulla pelle degli
animali e contro i milioni di cittadini europei che in questi anni si
sono schierati contro l'uccisione di esseri viventi per testare rossetti
o bagnoschiuma - ha detto Gianluca Felicetti, responsabile della LAV -
Lega Anti Vivisezione - è davvero sconcertante che oltre alla maggior
parte dei Governi, con purtroppo anche quello italiano, anche il Parlamento
Europeo si sia allineato in questa perpetuazione della condanna a morte
degli animali. Facciamo appello alle industrie cosmetiche affinché seguano
l'esempio di quelle che hanno già rinunciato volontariamente alla sperimentazione
sugli animali dei nuovi ingredienti, poiché in assenza di una nuova legge
è possibile comunque fabbricare prodotti di bellezza senza macchiarsi
la coscienza". |
Scarica
la Guida Pratica della LAV sull'obiezione di Coscienza alla sperimentazione
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