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Gli allevamenti lager: oltre il 90% delle pelli commerciate dal settore della pellicceria proviene dagli allevamenti intensivi.
L'animale d'allevamento vive in spazi limitatissimi e sovraffollati, e' vittima dei suoi stessi simili per fenomeni di cannibalismo e di aggressivita' generati dalle condizioni di "vita", viene esposto forzatamente al vento e al gelo per infoltirne il manto.
Il pavimento delle gabbie e' in rete metallica, ed i fili metallici molto spesso lacerano le zampe dell'animale.
Il visone e' la principale vittima; nel solo 1993 ne sono stati uccisi piu' di 19 milioni per confezionare capi di questa specie.
Il visone d'allevamento, pur essendo un animale che in natura trascorre meta' della sua vita nell'acqua, e' costretto a vivere in stretti confini di gabbie metalliche.
Una vita di sofferenze e' anche riservata a tutti gli altri animali allevati in cattivita', soprattutto volpi, ma anche cincilla', nutrie, karakull (agnello persiano), conigli, castorini, procioni e tanti altri.
In Italia il numero degli allevamenti e' in forte diminuzione: nel 1988 erano attivi 170 allevamenti con circa 500 mila animali allevati, nel 2000 si sono ridotti a 63 allevamenti con una produzione di circa 230 mila animali in prevalenza visoni. |
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