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20 ottobre 2006 - In attesa dell'apertura di un cimitero pubblico per animali, il Campidoglio ha dato il via libera alla sepoltura in terreni privati per i cari amici estinti a quattro zampe. In vista della ricorrenza dei defunti del primo novembre -e dopo il recente caso di un cane che ha vegliato per giorni la sua padrona al Verano- torna d'attualita' il tema dei 'pet cemetery'.
La delegata del sindaco di Roma per i diritti degli animali, Monica Cirinna', sottolinea che e' ancora in itinere l'individuazione di un'area dove realizzare un cimitero comunale per cani e gatti, ma ricorda- circostanza sconosciuta alla stragrande maggioranza dei romani- che il regolamento comunale sulla tutela degli animali in vigore dal novembre 2005 ha gia' reso possibile una soluzione alternativa: quella della sepoltura di cani e gatti in terreni privati.
L'articolo 22 del regolamento, in tema di "Inumazione di animali", prevede infatti che "oltre all'incenerimento negli appositi impianti autorizzati di animali deceduti e' consentito al proprietario il sotterramento di animali da compagnia previo consenso, in terreni privati allo scopo e solo qualora sia stato escluso qualsiasi pericolo di malattie infettive e infestive trasmissibili agli umani e agli animali ai sensi del Regolamento Cee n.1774/2002 con autorizzazione del Servizio veterinario della Asl competente per territorio". Lo stesso articolo precisa, inoltre, che "il Comune di Roma puo' concedere anche ai sensi della normativa regionale vigente appositi terreni recintati in comodato finalizzati a diventare cimiteri per cani, gatti e altri animali".
Di cimiteri per animali di affezione si era occupato in passato anche il ministro della Sanita' Girolamo Sirchia, presentando un disegno di legge che pero'- dopo l'approvazione alla Camera il 17 febbraio 2005- si e' arenato in Senato, dove e' decaduto con la fine della scorsa legislatura.
"L'animale d'affezione accompagna la vita delle persone dall'infanzia (chi di noi non ricorda il proprio animale preferito con cui giocava da bambino?) fino alla tarda eta'- scriveva Sirchia nella relazione di accompagno al testo di legge- questo forte legame 'uomo-animale', pur rescindendosi con l'evento morte, ha la possibilita' di continuare in modo sereno e quasi poetico con la realizzazione di un sito destinato a raccogliere le spoglie dei poveri animali che hanno raccolto in vita il nostro affetto".
La norme sui cimiteri per animali erano inserite all'articolo 13 della legge di riordino della "Disciplina delle attivita' nel settore funerario", che comprendeva anche altre grandi innovazioni nel campo delle cremazioni e delle esequie. In particolare il testo approvato dalla Camera prevedeva che: i cimiteri per animali d'affezione sono realizzati da soggetti pubblici o privati; i siti cimiteriali "sono localizzati in zona giudicata idonea dal Comune nell'ambito dello strumento urbanistico adottato, previa valutazione sulla compatibilita' dei luoghi, tenuto conto del rischio di inquinamento delle falde acquifere" e infine che "il trasporto delle spoglie animali e' eseguito a cura dei proprietari nel rispetto dei principi fondamentali previsti dal decreto legislativo 14 dicembre 1992, n.508, e successive modificazioni, su autorizzazione di un medico veterinario che escluda qualsiasi pregiudizio per la salute pubblica".
(Log/ Dire)
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