L'ultimo anello di una catena di disinformazione e sottocultura...

La mancanza di strutture, di educazione e di mezzi in alcune tra le zone più degradate delle nostre citta', fa si che talvolta la "mortale noia" dei meno sensibili si sfoghi crudelmente su animali spesso di strada quali cani, gatti, ecc...

Il fenomeno della violenza sugli animali, se a molti puo' sembrare sporadico e assurdo, e' purtroppo molto piu' che ristretto a singoli eventi e soprattutto ha radici profonde nella cultura dell'individuo.

L'educazione in famiglia, la dove fosse carente, dovrebbe essere oggi supportata da un valido aiuto soprattutto nelle scuole, sfortunatamente i temi animalisti non sempre sono visti di buon grado dai docenti, e le cause anche qui si possono ricondurre ad un unico interrogativo: che tipo di educazione hanno avuto queste persone?

E' possibile che un genitore non trasmetta dei valori ad un figlio? O meglio è possibile che il tema del rispetto per gli animali sia ritenuto tanto secondario oggi da passare direttamente nel dimenticatoio?

Vogliamo credere di no, e pensare che le situazioni in cui cio' avviene siano solo l'ultimo anello di una catena di disinformazione e sottocultura che prima o poi si spezzerà per lasciare posto ad una coscienza animalista convinta e consapevole.

Per fare questo occorre formare l'individuo fin da bambino, educarlo al rispetto dei propri simili, degli animali e della natura, ricordando che un bambino violento nei confronti di un animale e' potenzialmente un adulto violento nei confronti dei suoi simili...

 
 
 
   
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