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Perché nel mondo ci sono oltre 800 milioni di affamati. Circa il 34% della produzione mondiale di cereali è destinato all'allevamento di animali.
Un terzo del pescato mondiale viene trasformato in farine ad uso zootecnico e concimi.
Per produrre un chilo di carne occorrono in media 10 chili di cereali, ed inoltre 3000 litri di acqua.
Durante la "transformazione" in carne si perdono il 90% delle proteine, il 99% dei carboidrati e il 100% delle fibre.I paesi industrializzati impiegano ben due terzi della produzione cerealicola mondiale per l'allevamento del bestiame e si accaparrano le terre migliori del Sud del mondo.Persino l'Etiopia al culmine della sua carestia del 1984 utilizzava parte dei propri terreni coltivabili per la produzione di pasta di semi di lino e farina di semi di colza, da esportare sul mercato europeo del mangime per allevamenti.Nel suo rapporto del 1989 il World Watch Institute, nell'affrontare i problemi alimentari in relazione all'aumento demografico, afferma che a causa degli allevamenti "alle popolazioni più povere non restano abbastanza cereali per sopravvivere".Se l'attuale superficie coltivabile fosse invece destinata al consumo diretto umano e non ad ingrassare animali per la carne, sarebbe disponibile cibo utile da due a cinque volte l'attuale popolazione.
Oltre 700 milioni di animali ridotti a macchine, vengono uccisi ogni anno solo per il consumo in Italia. Le enormi quantità di carne consumate oggigiorno, possono essere prodotte solo in maniera industriale. L'allevamento in massa è conseguenza diretta dell'alto consumo di carne. Le cosiddette "bestie da macello" vengono tormentate e tenute tutta la loro vita in condizioni innaturali e penose.Negli allevamenti intensivi gli animali non possono muoversi, sdraiarsi, svolgere le loro attività naturali, non vedono mai l'erba, sono alimentati con mangimi inadatti alla loro natura, non vedono la luce del sole, vivono nei loro escrementi.Giorni e giorni di viaggio in TIR e vagoni senza acqua né cibo precedono le ultime sofferenze: quelle della macellazione.Qui gli animali possono vedere e essere consapevoli di ciò che li aspetta.In queste stalle industriali per l'allevamento in massa compaiono sempre nuove malattie che divengono in seguito un pericolo anche per l'uomo.Delle malattie psichiche, come il masticare le sbarre per noia riscontrato nei maiali, non viene naturalmente mai fatta parola, perché si presuppone che non abbiano influenza sulla qualità della carne.
Allevamenti intensivi. Negli allevamenti intensivi dei bovini si comincia con la fecondazione artificiale della mucca. Il toro prolifico viene stabulato mentre gli altri tori vengono castrati.
Il vitellino. Quando il vitellino nasce viene separato dalla madre dopo pochi giorni e sistemato in angusti box con:
- pavimentazione artificiale (grigliato di cemento o metallo)
- illuminazione artificiale
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ventilazione artificiale Resterà nel box fino a 6 mesi, cioè, fino alla macellazione.
Nutrito con latte in polvere ricostituito e privato di complesso B, senza foraggio (fino all'artrofia del rumine), beve acqua deferizzata addizionata con resine a scambio ionico e dolcificata.
Queste pratiche servono a mantenere la carne bianca x la ricercata "fettina".
La mucca da latte. Il latte naturalmente destinato al vitello viene consumato da noi. La mucca viene allevata in BOX strettissimi con:
- illuminazione artificiale
- ventilazione artificiale
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mungitrice meccanica sincronizzazione dei calori con trattamento ormonali che producono poliovulazioni (gli embrioni vengono trapiantati in altre bovine: embriotransfert). Quando la lattazione diminuisce la mucca viene abbattuta.
Il bovino da latte. Viene riunchiuso in un box angusto da solo o con altri coetanei finchè non sarà macellato.
I suini. Anche i maiali passano la loro breve vita in batteria.I maschi vengono castrati a circa 25 giorni (spesso senza anestesia) per evitare uno sgradevole odore nei prosciutti.Le scrofe in gravidanza in alcuni allevamenti CEE sono immobilizzate in box e legate a catena corta.
I polli. Le galline ovaiole vivono la loro esistenza in gabbie sovraffollate, stimolate da mangimi ricchi di proteine e ormoni, condannate a deporre ininterrottamente uova, fino a prolasso dell'utero.Nei capannoni vi è costantemente:
- illuminazione artificiale
- ventilazione artificiale.
Anche i polli da carne vivono ammassati in batterie fino alla morte.I pulcini in sovrappiù vengono triturati vivi in apposite macchine per essere trasformati in mangime oppure soffocati in massa in sacchi di polietilene.
Animali tecnologici. Negli allevamenti intensivi , temperatura, alimentazione, farmaci , controlli sono regolati dal computer. Si parla di "animali tecnologici", di "macchine" perché, nei confronti degli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi, non sono rispettati i principi della biologia, della fisiologia e dell'etologia. Il fine unico degli allevatori è esclusivamente la maggior produzione possibile. Le condizioni di vita innaturali come:
- l'impossibilità di movimento
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la privazione della luce solare
- la privazione di un ambiente naturale
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la privazione di una vita naturale producono aggressività, alterazione del comportamento, della sessualità e dell'equilibrio psico-fisico.
Patologie animali. L'alimentazione a base di mangimi composti da farine di carne (anche per gli erbivori), scarti di macellazioni, zuccherifici, oleifici chimicamente inquinati, da riciclaggio di deiezioni, arricchiti da minerali, vitamine sintetiche e additivi chimici; può provocare patologie come:
- arteriosclerosi
- ulcere
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tumori
- anemie
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tossicosi
- turbe gastrointestinali
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infezioni
Per prevenirle o curarle, agli animali vengono somministrati farmaci, in particolare antibiotici e cortisonici che aprono la strada ad altre patologie come:
- la peste suina
- l'encefalopatia spongiforme dei bovini (mucca pazza)
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la tubercolosi
- la brucellosi
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l'idatidosi (le ultime tre sono malattie trasmissibili all'uomo)
Pratiche, tecniche e strumenti di tortura Contenzione per tenere immobilizzati gli animali si usano:
- torcilabbro - per i cavalli
- mordecchia - per i tori
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anelli nasali - per i tori
- bloccamuso per i suini
Identificazione per riconoscere gli animali si usano:
- marche auriculari
- marcature a fuoco o azoto liquido
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pinze a trancia per numerare le orecchie
Repressione dell'aggressività. Taglio delle corna
- nei tori si usano anelli dolorosi alla base del corno oppure seghe elettriche o a filo
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il debeccaggio e gli occhiali di plastica per impedire il cannibalismo fra i polli il taglio dei denti (con la sega) o lo strappo (con tenaglie), vengono praticati ai suini per evitare che si mordano castrazione del maialino (quasi sempre senza anestesia)
Trasporti. Se in alcuni allevamenti industriali gli animali vengono macellati sul posto, in molti casi sono soggetti a commerci, compravendite e mostre, quindi, a spostamenti mediante brevi o lunghi viaggi, da nord a sud, da est a ovest, per essere uccisi in paesi diversi e lontani da luoghi di origine.Carichi di farmaci e di stress, trascinati via dall'allevamento ed imprigionati in camion, treni, aerei e navi; partono per viaggi lunghi anche settimane, subendo nuovi stress, traumi, lesioni, ferite, malattie e morte.
- le specie più suscettibili di sofferenza sono:
- equini, suini, pollame, bovini, caprini
nei suini il 70% dei decessi avviene per shock cardiogenico e nei polli, per collasso cardiocircolatorio.
Principali cause di sofferenza
- modi bruschi e violenti del personale, bastonate violente sui garretti, sugli stinchi, sugli occhi e sul naso (proibite dalla legge). - le rampe ripide e sdrucciolevoli che causano cadute.
- densità di carico
- sovraffollamento, prolungata stazione eretta - guida negligente, accelerazioni, frenate
- eccessiva durata del viaggio - rumori, forti vibrazioni, urti
- insufficiente alimentazione e mancanza di liquidi - sbalzi di temperatura
- insufficiente ventilazione - gas nocivi (da combustibili)
Gli animali allevati (quasi un miliardo di capi all'anno in Italia), provenienti da tutte le zone del nostro paese, a fine carriera, vengono esposti, contrattati e poi nuovamente trasportati ai vari mattatoi. Macellazioni. Indipendentemente da come gli animali sono tenuti, vengono tutti uccisi per il piacere gastronomico dell'uomo. In genere, in attesa del loro turno, devono assistere alla morte per dissanguamento dei loro simili. Avvio. L'avvio alla morte e l'attesa nei recinti sono momenti di grande sofferenza, spesso aggravata da mezzi e modi violenti da parte del personale (calci, bastonate, uso di pungoli elettrici) per bovini, suini, ovini e ancor più massacranti per polli e conigli che viaggiano in gabbie anguste le quali, spesso, cadono pesantemente.
Immobilizzazione. Animali vengono immobilizzati con mezzi meccanici, nei macelli industriali e con mezzi manuali, nei casi di mattazione familiare.
Stordimento. Lo stordimento è la pratica fondamentale per evitare all'animale la coscienza e il dolore della morte.
La legge prevede:
- la pistola a proiettile captivo per bovini, equini, ovini e in parte suini - l'elettronarcosi per suini, ovini e caprini
Subito dopo la stordimento deve essere eseguita il taglio della giugulare, che interrompe l'afflusso del sangue al cervello.
Sofferenza, paura, angoscia. Ma è ovvio che in tutte queste fasi la sofferenza, paura e angoscia non possono essere eliminate totalmente.Esistono deroghe più o meno legali come per la macellazione familiare degli ovini in particolare degli agnelli e per la macellazione rituale in cui la iugulazione secondo i riti islamico e ebraico avviene senza stordimento.
Salute umana. Lo stress prolungato, la paura degli animali vivi, producono sulle loro carni notevoli quantità di adrenalina.La carne dopo la macellazione è infestata dai batteri in putrefazione.Questi vengono ingeriti dal consumatore, insieme a tutte le altre sostanze nocive accumulate nell'animale in seguito ad una vita carente di alimenti biologici, provocando problemi di salute.Inoltre l'organismo umano, non predisposto par tali quantità di proteine e acido purinico viene sottoposto a grandi sforzi dalla rapida decomposizione della carne.Le conseguenze sono: - gotta
- reumatismi
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malattie cardiovascolari
- diabete
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alcune forme di cancro
Nelle carni passano sostanze tossiche come:
- residui di pesticidi - antibiotici
- ormoni - metalli
- additivi chimici Si tratta di cadaveri di animali malati ed inquinati.
Anche nel latte si trovano egualmente residui di farmaci e ormoni, spesso fluoruri e stronzio 90.
Spreco di denaro Le cosiddette malattie della civilizzazione, nelle quali l'alto consumo di carne svolge un ruolo importante, sono anche corresponsabili del forte aumento del costo della salute pubblica. Inoltre, per mantenere in vita l'economia della carne lo stato deve sovvenzionarla con contributi importanti.
Monoculture. Il continuo e crescente bisogno di foraggio non solo riduce la terra coltivabile per l'uomo, ma incentiva anche le monoculture. Proprio nella coltivazione di foraggio si fa poca attenzione alle conseguenze ecologiche. Foraggio per animali coltivato biologicamente è quasi sconosciuto, malgrado le sostanze velenose spruzzate siano dannose per l'ambiente e per la salute del consumatore.
Sovracidità iperconcimazione. Una mucca produce tanti escrementi, quanti ne produrrebbero 16 persone. Una piccola azienda di maiali da ingrasso con 200 animali produce quasi una tonnellata di escrementi al giorno. Questi danneggiano l'aqua potabile e il terreno. Sono inoltre corresponsabili delle piogge acide, della morte dei boschi e dell'estrema concimazione del terreno e del mare.
Cambiamenti climatici. Il cambiamento climatico provocato dall'umanità è da attribuire in parte sempre maggiore all'allevamento.
1,3 miliardi di manzi producono 60.000 tonnellate di metano.
Soluzione. Si tenta continuamente di sollevare alcune delle problematiche suddette. Ma poiché il problema non viene affrontato alle sue origini, i tentativi restano infruttuosi. Naturalmente e più semplice accusare allevatori, politici e industria, organizzare dimostrazioni e raccogliere firme. Eppure tutto ciò resterà senza effetto e poco credibile, finché il singolo non comincerà da se stesso eliminando la causa.Non essendo possibile pretendere da tutti gli esseri umani il riconoscimento di queste connessioni, quelli che ne hanno preso coscienza dovrebbero, non solo ridurre il loro consumo di carne, ma essere di esempio agli altri con una rinuncia totale.Questo, sarebbe solo un primo passo verso la risoluzione del problema, ma rappresenterebbe comunque un passo essenziale.E soprattutto: Lo può compiere immediatamente ogni singolo!
La pesca. 10 miliardi di animali pescati ogni anno in Italia. 6 milioni di quintali di pesce importati dall'estero. Crostacei, aragoste, balene, delfini, tonni, pesci di ogni tipo e misura, trasportati vivi, surgelati o inscatolati in tutto il mondo: questa è l'industria della Pesca.Ogni paese che si affaccia sul mare, trae gran parte della propria ricchezza da esso, ma oggi con mezzi sempre più sofisticati e pericolosi.La pesca intensiva usa sistemi distruttivi: per es. in Giappone le enormi reti pescano, oltre ai pesci, milioni di uccelli ed animali marini.Nel nostro paese le reti pelagiche lunghe decine di chilometri e alte circa 30-40 metri, colpiscono, oltre ai pescispada, anche delfini, tartarughe, capidogli e persino balene (molti di questi vengono trovati mutilati delle pinne e della coda), nonché esemplari giovani di molte altre specie ittiche, nonostante le proteste di ambientalisti e animalisti.In Sicilia persiste la tradizionale e sanguinaria mattanza dei tonni che vengono uccisi in un angusto spazio d'acqua.La sofferenza e l'atroce morte dei mammiferi marini e dei pesci di grossa mole, non ci deve far dimenticare la crudele pesca sportiva e tutte le agonie dei pesci presi all'amo o con le reti, per scopi commerciali o ludici.Anche i pesci soffrono, non possono urlare come i mammiferi, ma soffrono allo stesso modo.
Acquacoltura. L'acquacoltura tende a fare della pesca ciò che si fa con i vitelli: un allevamento programmato di merce viva da cui trarre il massimo del profitto, stimolandone l'aumento di peso e la proliferazione.
Le sottili efferatezze alimentari. Aragoste bollite vive, anguille spellate o tagliate vive, oche alimentate forzatamente fino al disfacimento del fegato per produrre il foie gras (anatre ed oche sono costrette a mangiare 1300 grammi di granoturco, tutti i giorni, per un periodo di un mese - come se un uomo fosse forzato a mangiare più di 12 Kg di spaghetti) ecc. |
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